Cosa Visitare
ISOLE EGADI
Gruppo di isole al largo della costa trapanese, interessanti per i loro mari cristallini e per il loro patrimonio paesaggistico, che la recente istituzione ha dichiarato Riserva marina.
Le isole principali sono Favignana, Levanzo e Marettimo.
Favignana la più grande dell'arcipelago, ha radici che affondano nel mito: qui navigarono Ulisse ed Enea e vi approdarono dopo i Fenici.
Nei suoi mari si svolse la decisiva battaglia navale tra Romani e Cartaginesi, risoltasi a vantaggio dell'Urbe.
Sotto gli spagnoli, austriaci e borboni, divenne un luogo ideale di isolamento per i prigionieri; il suo sottosuolo ha fornito tufo con cui sono state edificate intere città siciliane. Importantissima è la sua tonnara e la relativa pesca del tonno detta Mattanza.
Nell'isola si possono visitare l'area archeologica con i Bagni romani, il quartiere barocco di S. Anna nel borgo di Favignana, gli stabilimenti della tonnara e le splendide spiagge: da Cala Azzurra a Lido Burrone, dallo Stornello a Punta Sottile.
Marettimo con i suoi picchi dolomitici si può definire la cattedrale del mare.
E' consigliato inoltre il periplo dell'isola per assistere e visitare alcune delle innumerevoli e incantevoli grotte.
Di Levanzo possiamo dire che non c'è neanche una strada, ma l'isola è famosa per la sua Grotta del Genovese, dove tra 10 e 5 mila anni fa le mani ignote di artisti preistorici tracciarono graffiti raffiguranti uomini e animali che qualcuno interpreta come un'antichissima pesca del tonno.
Anche a Levanzo è, senza ombra di dubbio, come le restanti isole dell'arcipelago, meta ambita per i turisti, per il suo mare cristallino.
SAN VITO LO CAPO
Sulla costa nord occidentale della Sicilia, distesa e racchiusa nella baia compresa tra le riserve naturali dello Zingaro ad Ovest e di Monte Cofano ad Est, sorge la prima capitale internazionale del Cous Cous, piatto della pace e simbolo di integrazione tra popoli e culture differenti.
Gioiello splendente e pressoché intatto, vanto di una Provincia, quella di Trapani, tutta da scoprire, San Vito Lo Capo è un antico borgo marinaro che conserva intatta la forte impronta araba.
In questo luogo, luce, profumi e sapori si fondono dando vita ad un paesaggio dai colori tipicamente mediterranei e dai fondali suggestivi: basse case bianche rivestite di buganvillea, una spiaggia dalla sabbia bianchissima e dalla particolare conformazione ad arco, che si affaccia su un mare turchese custode di tesori antichi, in un ideale abbraccio, lungo un chilometro, verso il Mediterraneo.
Suggestivi, tra i mandorli e gli ulivi di Castelluzzo, sono i tramonti infuocati di Makari, le sorgenti e le grotte, i bagli e le torri; ma soprattutto il profumo di una terra ricca e generosa, che anche a tavola riesce ad essere intrigante con la sua gastronomia fantasiosa, dando un'espressione di un popolo di gente semplice e vera, ospitale e sincera. Infine un ricco calendario di spettacoli ed iniziative culturali e la presenza di artisti della World Music completano la stagione estiva della cittadina.
TRAPANI
Capoluogo di Provincia della Sicilia, centro commerciale-industriale e attivo porto.
Di antica origine, fu Drepana per i Greci, a causa della sua forma falcata, poi villaggio dei Sicani dipendente da Erice, della quale fungeva da porto.
Importante base navale e piazzaforte dei Cartaginesi, nel 241 a.C. fu conquistata dai Romani. Dal medioevo ai nostri giorni ha seguito le sorti dell'isola.
Costituita da una parte antica ed una moderna, conserva pregevoli monumenti quali la Basilica dell'Annunziata (XIV sec.), con una preziosa statua trecentesca della Madonna, un prezioso arco del Gagini e una pregevole cancellata; le chiese di Santa Maria di Gesù (XV sec.), di San Domenico, la Chiesa del Collegio (XVII sec.), la Cattedrale (XVII sec.), la Chiesa di Sant'Agostino (XIV sec.), la Chiesa del Purgatorio dove sono custoditi i venti gruppi sacri dei Misteri di Trapani; fra i palazzi importanti ci sono quelli del Municipio e la Casa Ciambra. Interessanti sono il Museo Nazionale Pepoli, comprendente raccolte di archeologia, scultura, pittura e arti minori e la Biblioteca Fardelliana.
ERICE
Importante centro turistico e di soggiorno su un'altura isolata. Sorta sul luogo dell'antica Erice, centro religioso degli Elimi, famoso per il suo tempio a Venere Ericina, fu contesa da Siracusani e Cartaginesi fino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C.. 
Chiamata Gebel Hamed durante l'invasione araba, riacquistò parte della perduta importanza nel XII sec. e seguì poi le sorti politiche dell'isola. Rimangono ancora molte testimonianze medievali e parte delle antichissime mura.
Fra i monumenti, notevoli sono la Chiesa Matrice (sec. XIV), dedicata all'Assunta con interno rifatto nel secolo scorso, il Castello Medievale (XII-XIII sec.) con i resti del tempio e il Palazzo Municipale, sede di una biblioteca e del Museo Cordici, con reperti archeologici della necropoli ericina, tra cui una testa di Afrodite del IV secolo a.C..
SEGESTA
Le origini di Segesta si perdono proprio nella notte dei tempi. In perenne conflitto con Selinunte per questioni di confine - una lotta al termine del quale Selinunte soccomberà - distrutta da Agatocle perché appartenente all'orbita politica cartaginese, ricca in età romana anche in virtù della vicinanza con il porto di Castellammare, oggi conserva le vestigia del suo antico splendore in un'area archeologica ancora in parte da indagare.
Tra i più bei reperti che l'antichità ci abbia restituito si eleva, intatto sullo sfondo di un paesaggio incontaminato, il Tempio dorico, esastilo, databile all'inizio del V secolo a.C., che costituisce un autentico mistero per gli archeologi. Sulla vetta del monte Barbaro sorge il Teatro, databile al III secolo a.C., dove di recente scavi compiuti hanno riportato alla luce, al di sotto della scena, un abito datato al X-IX secolo a.C.
SELINUNTE
Fondata da coloni della vicina Megara Hyblaea nella seconda metà del VII secolo a.C., la città si alleò prima con Cartagine e poi con Siracusa; dopo oltre due secoli di prosperità fu distrutta da Segesta con una violenza che conosce pochi precedenti documentali nel mondo antico. Rasa completamente al suolo da Roma dopo la prima guerra punica, conobbe una progressiva e inesorabile decadenza.
Riscoperta e scavata nel XIX secolo, offre paesaggi di grande suggestione, soprattutto quando non è troppo affollata da turisti.
Da visitare sono in particolare l'acropoli dove si collocano il tempio G dedicato ad Apollo, il tempio C ad Afrodite, il tempio B e gli edifici A ed O dedicati a Castore e Polluce e il tempio F.
Notevole importanza ricopre anche il santuario della Malophoros dedicato a Demetra, oggetto di pellegrinaggi nei secoli.
ISOLE DELLO STAGNONE
In tre secoli riuscì a diventare una delle colonie fenicie più fiorenti del Mediterraneo. Il merito fu della posizione geografica felice lungo le rotte commerciali dell'epoca e da circostanze morfologiche: la laguna dello Stagnone protetta tra l'isola Grande e la costa siciliana, forniva un attracco sicuro.
Al centro, l'isola di S. Pantaleo offriva ulteriore sicurezza. Proprio qui approdarono i primi coloni fenici: la città si sviluppò a tal punto che divenne fastidiosa per i Greci che guidati da Dionisio II di Siracusa, la distrussero nel 397 a.C.. Dell'antichità di Mothia sono visibili le mura, il tophet ossia il santuario a cielo aperto con il recinto sacro per le sepolture, il bacino di carenaggio (cathon).
Nel Museo istituito nell'isola da Whitaker, sono esposti 10.000 reperti, tra i quali la statua greca dell'Auriga (V sec. a.C.).





